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Anastasia

Incesto per necessità ma non solo – Racconto erotico

Racconto archiviato in Racconti Erotici in data -
Maxatin

Riceviamo e pubblichiamo con piacere la lettera di una nostra lettrice in cui si racconta di un incesto avvenuto tra lei e il patrigno di fronte agli occhi di sua madre e del suo ragazzo. Non si tratta in realtà di vero e proprio incesto in quanto un rapporto incestuoso intercorre per definizione tra due consanguinei. Quello di Mara è un racconto erotico stupendo e appassionante che vi consigliamo di leggere tutto di un fiato!

Ciao a tutti, il mio nome è Mara, sono una giovane donna di 25 anni, capelli scuri, occhi scuri, minuta e piccola ma con due tette e un culetto da favola (a quanto dicono) e oggi vi voglio raccontare cosa mi è capitato alcuni mesi fa.

Premetto, discendo da una famiglia normale anche se molto libertina e non mi reputo certo una “donna di facili costumi” anche se dopo l’accaduto (che non ha lasciato stranamente alcun strascico) forse non ne sono più tanto convinta… Evidentemente non avevo fatto i conti con il detto “la carne è debole”…

Comunque, qualche tempo fa appunto a Roberto, il mio ragazzo, non “tirava” più come una volta, per capirci la nostra intesa sessuale stava soffrendo di un periodo di stanca da parte sua; non mi aveva mai esposto un eventuale problema di questo genere e parlandone dopo qualche “rapporto” non riuscito proprio bene si era appellato alla solita stanchezza, stress e problemi vari che attanagliano un pò tutti noi ai giorni nostri. (Forse ragionando da maschio era stanco della “solita minestra” aggiungo io, anche se tra noi non ci sono mai stati freni inibitori ed io non ho mai posto limiti di coppia quando si è in due a volerlo).

Così dopo averne parlato per scherzo diverse volte e aver giocato entrambi con la fantasia decidemmo di ravvivare il rapporto coinvolgendo una terza persona reale nel nostro menage.

Colsi il coraggio a due mani e non volendo entrambi ricorrere ad estranei o conoscenti e amici (la gente mormora…) ne parlai con mia madre che come ho già detto è di larghe vedute e nonostante il suo stupore non ebbe nulla da obbiettare al momento e decidemmo così di esporre insieme la cosa al suo compagno Davide (il mio patrigno praticamente) che sapevo con certezza sbavava per me (confessioni in famiglia) e probabilmente proprio perchè vedeva in me il frutto proibito dell’incesto (anche se in realtà incesto non era).

Fu così che terminai la proposta chiedendogli se gli avesse fatto piacere accettare una parte del mio corpo (il culetto) a solo scopo terapeutico con mamma e Roberto presenti ovviamente.

Mi rispose che non vedeva l’ora:
– Finalmente!!! Sono anni che ho voglia di sbatterti per bene in tutti i buchi! –
– Calma – ribadii io – dovrai accontentarti del mio culetto ed è sicuramente un bell’accontentarsi, lo facciamo solo per eccitare Roberto e già così ognuno avrà il suo piacere. –

Decidemmo di organizzare la cosa per la sera seguente e come stabilito ci ritrovammo dopo cena tutti e quattro in salotto, un pò nervosi ed eccitati per la verità.

Ero infoiata all’idea della monta per bisogna ma anche un pò timorosa perchè Davide ha (a detta di mamma) un cazzo notevole soprattutto in circonferenza.

Dopo qualche scambio di battute ci accomodammo tutti sul grande divano, mamma da un lato ed io in mezzo ai due maschietti; quel gran cornuto del mio ragazzo era tutto ingrifato e collaborava palpeggiando una mia coscia mentre stavo tra le braccia di Davide che baciandomi dappertutto mi stava spogliando con grande solerzia; sentivo mani e bocche ovunque che mi frugavano e cercavano i miei pertugi, la pressione stava velocemente salendo, mi ritrovai in un vortice di eccitazione generale senza controllo.

Di lì a poco eravamo tutti nudi (tranne mamma che sembrava sconvolta e preoccupata ma secondo me anche lei era eccitata, probabilmente si sentiva pure lei cornuta e mazziata) e notai con piacere che la cura stava facendo effetto: a Roberto era diventato duro come il marmo.

Dopo qualche leccata propiziatoria al buchetto posteriore, senza ulteriori indugi Davide mi prese di peso e mi infilò sul suo bastone gonfio e umido in un sol colpo…

Tirai un urlo soffocato e lo supplicai di fare piano, cazzo come bruciava il suo pistone mentre risaliva il mio orifizio intestinale e mentre Roberto ribadiva quanto fosse cornuto e quanto fosse indurito il suo di cazzo a quella vista.

– Si…si… continua così! Che troia che sei! E che cornuto che sono, cornuto e felice amore mio, non vedo l’ora di riempirti io per bene la fica poi… –

Mamma intanto dava del gran porco a Davide:

– Ti piace sbattere mia figlia? Incestuoso maiale! Cornuta e consenziente… perchè avrò accettato? Solo per la loro felicità ovviamente ma mi sto pentendo! –

Intanto io rincaravo la dose al mio ragazzo:

– Porco depravato e cornuto! Ti eccita vedere quanto è troia la tua piccola Mara? –

Poi rivolta a Davide che abbrancato alle mie tette stantuffava con affondi massacranti da sotto il mio povero buchetto straziato:

– Maledizione Davide! Piano!!! Mi togli il fiato.. Cazzo è troppo grosso… Ahhh fai piano accidenti… Mi brucia!!!-

Quando il suo uccello mi arrivò in cima all’intestino strabuzzai gli occhi, bruciava da matti e mi riempiva completamente; quel gran porco mi martellava di colpi ed ogni affondo mi toglieva il fiato.

Ormai avevo perso ogni freno inibitore, dolore misto a piacere e tanta foia; mi sentivo ed ero una gran troia.

Se da un lato volevo che finisse e mi riempisse il culetto di sperma caldo e denso che avrebbe magari, mitigato un pò il bruciore, dall’altro speravo che continuasse all’infinito, ormai ero la sua puttanella.

Poi avrei dovuto accontentare anche quel gran cornuto di Roberto che tutto ingrifato mi incitava con frasi sconce e attendeva impaziente il suo turno…

Fosse stato per me li avrei presi a quel punto contemporaneamente: uno nel culetto martoriato e ormai spanato e l’altro nella fica fradicia dei miei umori..

Davanti solo quello del mio ragazzo però: la fica è solo sua, ci mancherebbe… troia sì… ma fedele.

Story Credits: Mara

Maxatin

Sesso tra le dune – Racconto erotico anonimo

Racconto archiviato in Racconti Erotici in data -

Racconto erotico di una estate di sesso tra le dune ricevuto in forma anonima da un nostro lettore.

Salve a tutti. Siamo una coppia campana sposata da 25 anni e da un pò di tempo siamo interessati ed attratti dall’esibizionismo. Questa estate io e mia moglie abbiamo conosciuto un amico con il quale abbiamo fatto dei giochini un pò spinti e realizzato le nostre fantasie erotiche. Nella località di mare dove abbiamo trascorso le vacanze, io e mia moglie avevamo l’abitudine di passare tutti i pomeriggi in una zona di spiaggia isolata, tra le dune, dove ci mettevamo a prendere il sole nudi, in tranquillità e lontani da occhi indiscreti.

Un giorno, mentre eravamo stesi al sole, passò un uomo che conoscevamo di vista perché alloggiava nel nostro stesso villaggio vacanze. Lui, con la scusa di domandarci se quello dove ci trovavamo era un posto per nudisti o naturisti, si fermò a prendere il sole vicino a noi. Così, mentre io spalmavo l’olio sulla schiena di mia moglie, lui si mise in libertà spogliandosi fino a denudarsi del tutto. Parlando da uomo, devo dire sinceramente che era davvero molto ben dotato.

Stette un pò con noi, chiacchierando del più e del meno sia con me che con mia moglie. Alla fine andò via, non prima di averci domandato se l’indomani ci avrebbe trovato nuovamente nello stesso posto tra le dune. Io stavo per rispondere con titubanza ma mia moglie Sara prese subito in mano la situazione salutandolo cordialmente e rispondendogli che il giorno dopo ci avrebbe certamente ritrovati nello stesso posto.

La sera io e mia moglie scopammo e nello scoparla stuzzicavo mia moglie chiedendole se le sarebbe piaciuto pompare l’arnese del nostro nuovo amico. Mentre scopava lei si lasciò scappare sussurrando: “Magari, hai visto che cazzo enorme che aveva?”. Il giorno dopo pranzammo e subito dopo non vidi l’ora di andare al mare, allo stesso posto tra le dune di sabbia dove eravamo stati il giorno precedente. Ero ansioso perché aspettavo l’arrivo del nostro amico e non sapevo ancora se le mie fantasie erotiche sarebbero diventate realtà.

Ci rinfrescammo un poco facendo un tuffo in acqua e mentre stavamo uscendo per ritornare alla nostra spiaggetta dietro le dune ecco che lo vedemmo arrivare. Ci salutò e tutti assieme ci avviammo dietro le dune lontani da occhi indiscreti. Mia moglie Sara si tolse subito il costume e si sdraiò sul suo asciugamano a pancia all’aria con le gambe bene aperte. Sembrava davvero che lo stesse invitando ad entrare dentro di lei e a possederla. Anche lui non perse tempo e si denudò quasi subito mettendo a nudo un arnese davvero grosso sebbene fosse ancora moscio. Due giorni più tardi mia moglie, orgogliosa e perversa, lo misurerà con il metro portatile registrando una lunghezza di 24 centimetri.

Il nostro amico si mise a suo agio e, chiacchierando, venne fuori che lui era bravissimo a fare i massaggi. Sara lo assecondò, gli disse che soffriva di cervicale e che un massaggio alla schiena di certo le avrebbe giovato. Così, dopo qualche minuto, lei si girò a pancia in giù e lui incominciò a massaggiarle la schiena. Decisi di lasciarli soli per un pò e con la scusa di volermi rinfrescare andai a farmi un tuffo in acqua.

Tornato dal tuffo, trovai che mia moglie era seduta sulle ginocchia, a pecora, e che lui le stava masturbando la figa. Mi avvicinai a guardare e mi accorsi che mia moglie era già tutta bagnata. La toccai anch’io e da quanto era umida le mie dita le entrarono subito nella figa. Passai davanti e la baciai in bocca mentre il nostro amico rimaneva dietro continuando a masturbarle la passera. Dopo poco si presentò anche lui davanti a mia moglie e le mise di fronte alla bocca il suo enorme cazzo che già era diventato turgido.

Lei incominciò con un bel pompino e gli fece venire il cazzo durissimo. A questo punto il nostro amico tirò fuori un preservativo e se lo infilò, quindi iniziò a scoparsi mia moglie da tutti i lati. E’ stato bello sia per Sara che per me e abbiamo passato allo stesso modo i due pomeriggi successivi, sempre nello stesso posto facendo sesso tra le dune. La sera mi scopavo nuovamente mia moglie nel nostro letto e godevamo da matti entrambi al pensiero di come quello stesso pomeriggio fosse già stata scopata tra le dune dal nostro amico.

Story Credits: Utente Anonimo

Climax Control

Sesso con sconosciuti al cinema – Racconto erotico

Racconto archiviato in Racconti Erotici in data -

Pomeriggio di sesso con sconosciuti nel cinema a luci rosse – Racconto erotico

Siamo sposati da cinque anni e Luca, mio marito, ha una fantasia erotica sfrenata che mi diverte e mi sorprende piacevolmente: gode nel vedermi godere fra le braccia di altri. Come qualche giorno fa. Sono sola in casa e lui è al lavoro, mi chiama nel primo pomeriggio e dice di essersi liberato dall’ufficio. Mi chiede se mi va di giocare, mi invita a vestirmi molto sexy e raggiungerlo in un cinema a luci rosse. Lui sarà già dentro ad aspettarmi con delle piacevoli sorprese. L’invito mi sorprende, mai eravamo entrati in un cinema di quel tipo, sono curiosa, eccitata e non sto nella pelle, mi trucco e mi vesto in un lampo, indosso una leggera camicia trasparente e poco abbottonata, un gonnellino plissettato molto, molto corto, un paio di autoreggenti, un paio di scarpe con il tacco alto, niente intimo, copro tutto con un trench ed esco. Arrivo al cinema, mi avvio verso il botteghino, pago e chiedo se c’è molta gente, il cassiere gentilissimo risponde “poca”.

Mi avvio verso la sala, scosto la prima tenda, scosto la seconda che è a due passi dalla prima ed entro, la sala è buia, tolgo l’impermeabile e mi fermo un attimo per abituare la vista senza accorgermi che un tipo si scosta dal muro alle mie spalle, si avvicina, poggia la mano sul culo da sotto la gonna e insinua un dito nel solco delle mie natiche, mi giro e sto per reagire a quell’invadenza ma mi blocco, non sarà una delle “piacevoli sorprese”? Lo guardo, è un bel ragazzo di colore, alto e con un lucente sorriso, ricambio il sorriso e mi rigiro verso la sala con un leggero movimento che mi consente di allargare un poco le gambe in modo da rendere più agevole il lavorio della sua mano e, con lo sguardo, cerco sul lato destro della sala mio marito. Vedo la sua testa, è li seduto nella fila dove ci eravamo messi d’accordo, intanto il ragazzo alle mie spalle incoraggiato dalla mia condiscendenza continua a muovere il suo dito dal basso in su carezzando delicatamente le labbra della vulva su fino alleano con un movimento leggero e eccitante che mi fa tremare le ginocchia. Do uno sguardo intorno, sullo schermo scorrono le immagini di una donna che si sta facendo inculare da uno dotato di una verga enorme, la sala è quasi vuota, le file non sono occupate interamente, non vedo donne, solo uomini seduti lontani tra loro, le prime file e le centrali sono le più piene. Come d’accordo, lui mi aspetta nella terzultima fila in fondo, non vorrei ma devo liberarmi del ragazzo alle mie spalle che nel frattempo sentendo l’umido dei miei umori fra le grandi labbra, aveva già inserito il suo dito medio a carezzarmi l’interno della vagina, mi libero girandomi con tutto il corpo verso di lui e, regalatogli un casto bacio sulle labbra, mi allontano con passo svelto verso il mio uomo.

Ancheggio in modo provocante, la gonna svolazza allegramente ad ogni passo, i miei seni sono liberi, coperti solo dalla leggera, trasparente e poco abbottonata camicia, l’ambiente mi piace e le mani dello sconosciuto passate fra le mie cosce mi hanno eccitata, sento un calore risalire dal nudo inguine lungo la schiena fino alla testa, mi sento troia, voglio essere troia. Arrivo alla mia fila. Luca mi segue con gli occhi, è seduto alcune poltrone più in là e per arrivarci devo passare davanti ad alcune persone.

Il tizio seduto all’inizio non mi nota subito, quando gli chiedo permesso gira la testa, mi squadra da capo a piedi, forse non si aspettava una donna, vedo che si mette la giacca sulle gambe e si alza per farmi passare tenendo sempre la giacca davanti a lui a coprire il membro con cui stava senz’altro giocando. Entro nella fila dandogli le spalle, ora il mio sedere è proprio all’altezza della sua giacca che in quel momento sposta con la mano sinistra lasciandola cadere sulla poltrona accanto mentre la destra la appoggia alla spalliera della fila davanti impedendomi di proseguire, con la mano libera mi solleva la gonna, flette le ginocchia e spinge il suo cazzo fra le mie natiche senza penetrarmi ma sfregandolo fra le labbra ancora umide della mia vulva nuda, stimolandomi il clitoride, solo per un momento, quattro o cinque volte, quanto basta per farmi sentire quanto è grosso e duro, poi mi lascia passare. Io comincio a colare.

Proseguo oltrepassando due posti vuoti, arrivo al terzo e seduto c’è un altro uomo, mi vede, noto che armeggia anche lui con la giacca, gli chiedo permesso, ma lui a differenza dell’altro non si alza, apre le gambe e si tira indietro sulla poltrona lasciando un piccolo spazio fra il suo ginocchio e le spalliere davanti, così per oltrepassarlo dandogli le spalle, sono costretta ad avanzare prima con la gamba destra e poi con la sinistra sbilanciandomi in avanti. Nel farlo porto il sedere all’altezza della sua faccia, la gonna è molto corta e si vedono chiaramente le autoreggenti. Da quella posizione può sicuramente vedere molto di più. Mentre sto per far passare la gamba sinistra, sempre sbilanciata con il busto in avanti, sento una mano a palmo pieno fra le mie cosce, le sue dita si serrano a coppa intorno alla vagina e con il pollice tenta di violarmi l’ano. Cerco di liberarmi agitando i fianchi mentre con lo sguardo cerco mio marito che osserva la scena con un’espressione beata, l’altro intanto non molla la presa, anzi il mio divincolarmi ha facilitato l’introduzione del suo pollice, non nel culo dove ci stava provando prima, ma in fondo, molto in fondo alla vagina, un brivido di piacere mi percorre la schiena, vorrei fermarmi e lasciarlo fare, ma resisto e finalmente lo scavalco. La gonna svolazza, ancora uno da passare poi raggiungerò il mio uomo.

Passo i due posti vuoti, arrivata davanti al terzo tizio allungo la gamba per passare. Lui è quasi sdraiato, non si nuove, anzi vedo che tiene il cazzo ben stretto in mano continuando a menarlo. Non so che fare, Luca è li due posti più avanti, incrocio i suoi occhi, mi sorride, leggo nel suo sguardo che quello che sta succedendo gli piace. Veramente quanto mi sta accadendo istiga anche la troia che è in me, ci sto provando gusto, questo gioco mi esalta. Alzo la gamba per scavalcarlo, non si muove continua a menarselo, ormai sono a cavalcioni sulle sue gambe, sto per alzare la seconda quando mi prende per i fianchi, perdo l’equilibrio e casco seduta su di lui, sul suo cazzo duro. Mi agito, lui mi tiene ferma, porta una mano davanti e mi esplora la figa. Smetto di muovermi, lo lascio fare, mi appoggio con la schiena a lui, aprendo bene le gambe- Sono proprio una vacca, lui entra con due dita nella mia vulva, la esplora, i capezzoli mi fanno male dalla voglia, giro la testa verso il mio uomo, vedo che si alza e viene verso di noi, so che lui gode di queste situazioni, infatti si siede a fianco e allunga anche lui una mano sulle mie tette. Ora sono presa tra un maschio che non conosco e mio marito. Lo sconosciuto molla la mia figa e lo sento armeggiare con il cazzo. Mi penetra prepotentemente, da dietro, spinge forte, il mio uomo mi tira fuori una tetta, mi sento davvero troia impalata sul cazzo di uno sconosciuto e con mio marito che mi strapazza una tetta li in mezzo alla gente nella sala di un cinema.

In breve lo sento venire dentro di me e i suoi ultimi colpi profondi mi provocano un orgasmo pazzesco, cervellotico, a causa o in virtù soprattutto della forte carica erotica dovuta a quella quantomeno strana situazione e godo, godo insieme a lui. Ma non mi basta, ho ancora voglia di cazzo, tanta voglia, mio marito lo sa, mi prende per mano, mi fa alzare dal cazzo ormai moscio dello sconosciuto e con la figa grondante lo seguo. Mi porta nei bagni, mi fa spogliare, poi esce. Sono li nuda, mi ripulisco con della carta, so che presto sarò soddisfatta, infatti non ho nemmeno finito di asciugarmi che vedo entrare lui insieme ai due maschi che erano seduti nella stessa fila e che prima mi hanno solo toccata. Io sono li a figa nuda, con la camicia ormai aperta e le tette fuori, loro mi guardano. Hanno voglia, quanto è successo poco prima deve averli eccitati. Tirano fuori i loro cazzi, sono duri, mi si avventano addosso e mi scopano, mi piegano a novanta gradi, uno si mette dietro e senza troppi preamboli mi forza lo sfintere, sto per urlare ma non faccio in tempo, l’altro mi si mette davanti e me lo mette in bocca. Sono piena di cazzo, mi sbattono a ritmo, uno affonda nel culo e uno in bocca, che bello, ne vorrei uno anche davanti. Mi masturbo con rabbia, quello dietro fotte, fotte e mi schiaffeggia le natiche, mugolo ho la bocca piena.

Sono duri a venire, vengo una prima volta e loro niente poi quasi insieme mi riempiono. Sento i loro getti caldi entrare in me, quello davanti quasi mi soffoca, ho la bocca piena e mi cola giù dalle labbra. Sento lo spruzzo forte e deciso entrare dentro le mie budella, mi riempie e lo percepisco caldo e denso. I due tipi si ripuliscono e prima di andarsene si congratulano con il mio uomo per la bella troia che gli ha portato. Io sono felice della “piacevole sorpresa” e la mia riconoscenza si manifesta regalandogli un delizioso e profondo pompino. Mi ripulisco e stiamo per avviarci verso l’uscita quando gli chiedo del ragazzo di colore. Luca casca dalle nuvole, “non ho invitato altri oltre a quelli con cui hai goduto”.

Mi viene un’idea, voglio contribuire al gioco con una mia iniziativa, gli chiedo di sedersi un attimo e aspettarmi, mi guarda con aria interrogativa, lo rassicuro con un sorriso, gli do il mio trench e lo spingo a sedersi, vado alla ricerca del ragazzo di colore e lo trovo lì appoggiato al muro dove l’ho lasciato. Lo prendo per mano e lo porto tra le due tende dell’ingresso. L’ho spinto contro la parete e gli sono saltata addosso. Lui mi ha infilato la sua enorme lingua in bocca, mi ha strizzato le tette, ha insinuato un dito nel mio culo, ha sfoderato un bellissimo e grossissimo cazzo su cui, chinandomi, mi ci sono buttata famelica ad ingoiarlo e succhiarlo con passione, poi mi ha sollevata in alto e mi ha lasciato cadere impalandomi su quel nerbo rigido e nero come il mogano. Le braccia intorno al suo collo, le gambe in alto, le ginocchia poggiate alla parete, inizio un movimento di sali-scendi su quel’enorme palo, lo sento fino in gola. Ricomincio a godere, sembro assatanata, scuoto la testa come a staccarla dal collo, poi due mani si posano sui miei fianchi e mi fermano così impalata: è Luca che ci ha raggiunti e con il suo cazzo si fa strada nel mio culo e quando sento che è arrivato in fondo ricomincio il movimento che avevo interrotto.

Godo, godo, ho il sangue agli occhi, alla testa, vengo dal fondo del mio essere e mi sento svuotata. Vengono anche loro, prima il ragazzo che mi riempie l’utero con una quantità enorme di caldo sperma, poi il mio uomo assestandomi gli ultimi colpi violenti che lo portano all’orgasmo. Sono pienamente appagata, i maschi sono sgusciati esausti dal mio corpo e io sono corsa in bagno a ripulirmi dei loro umori.

Usciamo sorridenti e soddisfatti e dopo un aperitivo al nostro solito bar ci avviamo verso casa dove senz’altro, dopo cena, ci aspetta una partita di sesso sfrenato ricordando e raccontandoci ogni istante e ogni stimolo di quel pomeriggio passato al cinema a luci rosse.

Story Credits: Anays

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